Ornamenta
L’ingegno della Val d’Ossola si svela attraverso un affascinante dialogo tra arte, vita quotidiana, emigrazione e artigianato d’eccellenza. Il volume ricostruisce il gusto ossolano tra Otto e Novecento, delineando un’identità forgiata nel confronto con la cultura alpina e i vicini domini d’oltralpe. Questo microcosmo ha saputo trasformare il proprio isolamento in permeabilità, assimilando e rielaborando con originalità le istanze culturali europee. La secolare vocazione orafa, legata all’emigrazione di eccellenze verso la Francia, è esplorata attraverso le dinamiche di celebri botteghe come quelle dei Mellerio, Gennari, Ponti, Nicolaj e Pollini: orecchini, spille e collane sono posti in diretto confronto con i dipinti coevi che li raffigurano, affiancati da modelli in gesso, strumenti di lavoro e disegni originali. Parallelamente, il costume tradizionale diviene chiave di lettura del territorio, con un’attenta indagine su abiti, cappelli, tessuti, fibbie da cintura e da scarpa, stampi per tessuti e manichini originali dell’Ottocento. Questa sintassi visiva, traduzione materiale dell’appartenenza comunitaria, è stata immortalata dai maestri della “Valle dei Pittori”, la Val Vigezzo. Le opere della Collezione Poscio, a firma di Fornara, Ciolina, Cavalli e Ashton, restituiscono invece l’autentico spaccato della vita quotidiana e del lavoro al femminile.
A completare il viaggio visivo spicca un’intatta collezione di ricami ossolani esposta a Torino nel 1911, vero campionario iconografico e tecnico. L’opera si rivela uno strumento imprescindibile per riscoprire volti, personaggi e ornamenta di un territorio capace di fondere il radicato orgoglio montano con il più raffinato gusto internazionale.

