Selim Per la Palestina | Il grido di Gaza – For the Palestine | The cry of Gaza
Nell’arco di cinquant’anni di impegno artistico, le sofferenze del popolo palestinese sono state spesso fonte e sprone determinanti, come del resto sono sempre presenti nella coscienza di ogni individuo mediorientale e di ogni individuo che crede nella giustizia. Costante è stata – ed è – la mia ammirazione per questo popolo che, malgrado l’abbandono e il tradimento di tutti, resiste: abbarbicato alla propria terra, contro un occupante feroce e disumano. Le tragedie da esso vissute sono tante e, a scadenze pressoché regolari, tornano a colpirlo, a colpirlo con la complicità di tutto l’Occidente e non solo dell’Occidente.
Alcuni dei lavori qui pubblicati ho iniziato a comporli durante, o poco dopo, i massacri di Tell al-Za’tar, di Sabra e Chatila, e di quelli innumerabili di Jenin e di Gaza (oggi scatenati dagli occupanti israeliani con violenza estrema). E il mio auspicio è che presto verrà il tempo in cui saranno altresì ricordati i nomi dei Palestinesi caduti per il sacrosanto diritto di ottenere una patria libera, nella propria terra ancestrale.
Queste opere sono anche il segno di una precisa scelta di campo in ambito artistico. Sin dagli inizi della mia attività, ho sempre ritenuto che l’arte non debba essere un puro esercizio estetico, bensì l’espressione di una ricerca e di una riflessione continue su ciò che siamo, di una vigile e perenne presa di coscienza di quanto accade attorno a noi: il che, nel mio lavoro, si traduce sovente nell’idea di un’‘identità collettiva’. L’artista per me è dunque un osservatore, un testimone, un trasmettitore, partecipe e solidale, degli accadimenti che tormentano l’uomo moderno.

